“Britpop”, dal 2 ottobre in libreria

Dieci anni dopo il referendum che il 23 giugno 2016 portò il Regno Unito fuori dall’Unione Europea, il giornalista Matteo Castellucci torna su uno dei decenni più turbolenti della storia britannica con “Britpop. Da Farage all’ex principe Andrea, da Brexit a Burnham, la politica britannica e la monarchia negli anni più turbolenti”, il nuovo saggio pubblicato da Paesi Edizioni, con la prefazione di Marilisa Palumbo.
«Brexit era solo il trailer», scrive Castellucci. Perché quello che sembrava allora un terremoto irripetibile si è rivelato l’anticipazione dell’avanzata del populismo, della crisi dei partiti tradizionali, del ritorno del nazionalismo, dell’immigrazione diventata terreno permanente dello scontro politico e di una crescente sfiducia nei confronti delle élite e delle istituzioni. Il Regno Unito è diventato così un vero e proprio laboratorio politico dell’Occidente contemporaneo.
Il racconto parte da quella notte del 2016, attraversa la lunga “guerra” interna ai Conservatori e arriva al collasso di un sistema politico per decenni considerato sinonimo di stabilità. David Cameron convoca il referendum convinto di poterlo vincere. Theresa May cerca di governarne le conseguenze. Boris Johnson costruisce sulla Brexit la propria ascesa politica. Liz Truss resta a Downing Street appena 49 giorni. Rishi Sunak tenta di amministrare quello che rimane. Poi arriva il Labour, prima con Keir Starmer e infine con Andy Burnham, il “Re del Nord” chiamato a interpretare un nuovo reset britannico.
Nel frattempo, il sistema bipartitico che per generazioni aveva dominato la politica del Paese si sgretola. Conservatori e Labour perdono terreno, mentre cresce Nigel Farage, l’uomo che più di ogni altro ha trasformato Brexit da battaglia marginale a progetto politico nazionale. Il leader di Reform UK non è più l’outsider che provoca Westminster dall’esterno, e le parole e le paure che ha imposto negli ultimi vent’anni sono ormai entrate nel linguaggio dei suoi stessi avversari.
Uno dei paradossi più evidenti riguarda proprio l’immigrazione. Brexit era stata presentata come lo strumento con cui Londra avrebbe “ripreso il controllo” delle frontiere. L’immigrazione dall’Unione Europea è effettivamente crollata, ma quella proveniente dal resto del mondo è aumentata. Nel frattempo, i governi britannici hanno vagheggiato e poi scartato il controverso Rwanda Plan, accordi con la Francia per fermare gli attraversamenti della Manica e politiche sempre più restrittive.
E cresce il Bregret, ovvero il pentimento per Brexit. Una maggioranza di britannici considera l’uscita dall’UE una scelta sbagliata, mentre il Paese ha progressivamente ricostruito forme di cooperazione con Bruxelles nei settori della ricerca, della scienza, della sicurezza e persino attraverso il ritorno nel programma Erasmus.
Ma “Britpop” racconta anche Buckingham Palace che negli stessi dieci anni attraversa una rivoluzione. Muore Elisabetta II, la sovrana che per settant’anni aveva rappresentato la continuità del Regno. Harry e Meghan abbandonano il servizio reale con la Megxit. Carlo III sale al trono cercando di ridefinire il ruolo della monarchia in una società più giovane, multiculturale e meno disposta ad accettarne automaticamente l’autorità. E l’ex principe Andrea, travolto dai rapporti con Jeffrey Epstein, viene privato dei titoli reali e finisce al centro di un caso senza precedenti nella storia moderna della Corona.
Castellucci usa politica, monarchia, cultura pop e humour britannico per raccontare un Paese che continua a oscillare tra futuro e nostalgia, pragmatismo e mito imperiale, anche attraverso una decina di interviste originali. “Britpop” diventa una lente attraverso cui leggere le trasformazioni che, dal 2016 a oggi, hanno investito buona parte delle democrazie occidentali.
L’autore
Matteo Castellucci, classe 1996, è un giornalista de Il Post, dove scrive di Esteri. Ha iniziato all’edizione di Bergamo del Corriere della Sera e ha lavorato con l’edizione nazionale del quotidiano, per Sky TG24 e Linkiesta.
Gli appuntamenti
- 25 settembre – Roma, ore 18:00
Libreria Feltrinelli – Piazza Pio XI, 12 - 30 settembre – Milano, ore 18:30
Libreria Libraccio – Viale Romolo, 9