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Esce “Daua”, una spy story

1 Aprile 2026

Fratelli rapiti, amori clandestini, monaci ribelli e agenti sotto copertura tra Roma e Medio Oriente. “La vita è una linea instabile. Prima regola: restare sempre vivi”

Un agente dei servizi segreti italiani, un amico rapito in Medio Oriente, un amore proibito, una ragnatela di relazioni che attraversa diplomazia, religione, criminalità organizzata, mondanità e intelligence: è questo il punto di partenza di “Daua”, il primo romanzo di Sebastiano Caputo, un’opera che intreccia narrativa, geopolitica e riflessione interiore.

Ambientato tra i palazzi romani e vaticani, night club e salotti aristocratici, fino ai confini del mondo (Siria, Iraq, Iran, Ucraina e Libia), Daua racconta la storia di Giovanni, giovane spia dell’intelligence italiana incaricato di riportare a casa Alessandro, un imprenditore italiano rapito in Iraq nel pieno delle tensioni regionali. Inizia così un viaggio in un mondo parallelo abitato da monaci ribelli, uomini di potere, agenti sotto copertura, piccoli burocrati ambiziosi, nobili decaduti, hacker minorenni, clan della droga e sentinelle sparse a tutte le latitudini.

Il romanzo non è soltanto una storia di spionaggio. Attraverso i suoi personaggi, Caputo esplora la dimensione più profonda del potere contemporaneo che si gioca tra religione, identità, propaganda e controllo delle menti e del tempo. Si restituisce così un affresco narrativo capace di unire thriller politico, romanzo d’avventura e riflessione spirituale sul potere e sulla fede, offrendo al lettore uno sguardo inedito sui meccanismi che muovono il nostro tempo.

Il titolo rimanda a Daua, una dimensione simbolica e metaforica del “grande gioco” globale, un luogo invisibile in cui si incontrano strategie, interessi e destini individuali. In questo spazio liminale tra visibile e invisibile, i protagonisti devono affrontare non solo le sfide della geopolitica, ma anche i propri conflitti interiori.

«Daua è il confine del grande gioco del mondo: il punto dove il visibile incontra l’invisibile»

L’autore

Sebastiano Caputo (Roma, classe 1992) è un giornalista, ha viaggiato come reporter di guerra in Russia, Ucraina, Siria, Kurdistan iracheno, Iraq, Libano, Israele, Palestina, Giordania, Turchia, Pakistan, Afghanistan, Iran, Egitto, Tunisia, Marocco ed Etiopia. Scrive per Il Giornale, ha fondato il Gruppo Editoriale MAGOG di cui è Presidente e Amministratore Delegato, e dirige Dissipatio – Una cellula mediatica. È senior partner dell’agenzia Tra le linee dove si occupa di strategia e comunicazione integrata. È ideatore di Bayram – Il tempo della cosmopolitica che ogni anno riunisce a Roma personalità in grado “di immaginare il futuro” nonché organizzatore del formato Profeti moderni U-35 presso il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, un incontro con giovani artisti, con l’obiettivo di creare una piattaforma di confronto e di dialogo. Daua è il suo primo romanzo.

Collana I quarti

Una serie limitata di romanzi e personal essay. Un omaggio alla geografia sentimentale delle città: non un semplice sfondo, ma un organismo vivo che respira, ascolta, cambia. Un progetto letterario che mette al centro i vicoli, le piazze, gli scorci dimenticati o appena reinventati, offrendo al lettore un mosaico di identità e memorie sia urbane che umane, scenari emotivi e culturali, storie intime e collettive, per restituire il sapore specifico di un microcosmo urbano, con le sue voci, le sue ombre, le sue contraddizioni.