“La Neve di Mariupol”: dal 24 febbraio in edicola con il quotidiano La Stampa

22 Febbraio 2024

A due anni dallo scoppio della guerra in Ucraina, che ha avuto inizio il 24 febbraio 2022 con l’invasione militare della Russia, Paesi Edizioni, in collaborazione con La Stampa, propone la rilettura di un libro davvero prezioso. La neve di Mariupol, romanzo-verità della giornalista e inviata di guerra Monica Perosino, uscirà il 24 febbraio in allegato al quotidiano nazionale La Stampa in Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta e sarà disponibile nelle edicole fino al 18 marzo.

In questo brillante romanzo-verità scopriamo il talento letterario di una scrittrice destinata a stupire. La sua opera non si può catalogare con facilità perché non è né narrativa, né saggistica, né diario, e ha in comune i tratti dei migliori libri-verità, nel solco di Emmanuel Carrère e Truman Capote. Un lavoro sorprendente per un’opera di letteratura vissuta in prima persona che, attraverso un racconto polifonico, documenta l’invasione russa in Ucraina trasformando piccole persone in grandi personaggi e restituisce l’esperienza di una guerra dove non ci sono gesta eroiche, ma letti sfondati, cetrioli in salamoia, babuskhe spaurite, sigarette all’anguria, bunker improbabili e storie grottesche. A volte rideremo, e a volte invece piangeremo insieme a un’umanità che resiste all’orrore.

Monica Perosino, giornalista e inviata di guerra per La Stampa sul fronte ucraino, qui all’esordio come scrittrice, documenta l’invasione russa in Ucraina attraverso la discesa nell’inferno di una donna che questa guerra la carica sulle sue spalle, la vive spalmata sulla sua pelle, la assorbe, la respira, la mangia, la fuma. È una guerra di sudore, fatica, paura, fango, fuga, ha l’odore della benzina nelle taniche e delle sigarette all’anguria, dei panni sporchi e delle trincee scavate nella fertile terra nera ora imbevuta di sangue. Intorno all’autrice si muove un mondo in prevalenza femminile: volontarie, profughe, fotografe, le contadine che offrono rifugio e ristoro e le intellettuali che sotto le bombe vivono anche la lacerazione della cultura nella quale si erano formate.

Quella in Ucraina, infatti, è anche una guerra che ha il volto di donna, e sono principalmente loro le protagoniste delle pagine del romanzo. Ci sono le vittime degli stupri dei soldati russi, raccontate con infinito dolore e delicatezza, così come le determinate attiviste che imparano a fare le bottiglie molotov mentre riscoprono con fierezza l’identità della loro nazione. E mentre gli uomini sono al fronte, a scrivere alle loro amate lettere che potevano essere state composte in una trincea del 1914 o del 1941, sono ancora le donne a prendere in mano le redini del Paese, come è sempre stato nelle guerre dalla notte dei tempi.