Mario Draghi, nel nome dell’euro

18 Marzo 2020

 

Le parole pronunciate la settimana scorsa dalla presidente della banca centrale europea, Christine Lagarde, sono state definite una gaffe, anche molto grave. Riferendosi all’Italia e degli altri paesi della zona euro, Lagarde ha lasciato intendere che la BCE non sia disposta a difendere la stabilità dei conti, nonostante il momento senza precedenti che il continente sta attraversando, per via dell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus. Le affermazioni della presidente della BCE hanno determinato una fuga dai titoli di Stato italiani che è stata definita la peggiore della storia del nostro Paese. Lagarde ha provato a rimediare alla gaffe in un’intervista televisiva, ma anche il Capo dello Stato italiano, Sergio Mattarella, era stato abbastanza duro. Senza nomirare esplicitamente la presidente della banca centrale europea, Mattarella aveva quasi redarguito l’UE. «Noi non siamo qui per accorciare gli spread. Non è questa la funzione né la missione della BCE. Ci sono altri strumenti e altri attori deputati a queste materie», queste le parole di Lagarde. Tutto l’opposto del famoso discorso pronunciato nel 2012 dall’allora presidente della BCE Mario Draghi, ovvero il discorso del “whatever it takes”. In quel periodo storico l’Europa era nel pieno della crisi economica e il governo italiano, guidato da Mario Monti, stava affrontando molti problemi nel provare a contenere lo spread.

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